Avvocato Francesca Copelli

Avvocato civilista e penalista

“Il Comune è condannato al risarcimento del danno nei confronti dei genitori, qualora il minore sia immotivatamente allontanato da casa ad opera dei servizi sociali”.

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A questa soluzione sono arrivati gli Ermellini con sentenza della Corte di cassazione n. 20928 del 16 ottobre 2015 che ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Nova milanese contro la decisione con la quale la Corte d’Appello meneghina ha accordato ai genitori di una bimba ingiustamente allontanata da casa il danno biologico e morale.

L’ente locale risponde per la negligenza dei suoi dipendenti che devono adottare i provvedimenti solo in caso di abbandono morale o materiale.

Il Comune con tale orientamento giurisprudenziale è tenuto a risarcire i genitori del minore immotivatamente allontanato da casa dai servizi sociali.

Infatti l’ente locale risponde per la negligenza dei suoi dipendenti che devono adottare i provvedimenti solo in caso di abbandono morale o materiale.

Nel caso di specie  la minore , su segnalazione della maestra, era stata sottratta ai genitori sospettati di aver abusato sessualmente di lei.

Un’accusa che non aveva trovato alcun fondamento e che, al contrario, era stata smentita.

Ora l’ente locale risponde per la leggerezza con la quale i suoi dipendenti hanno trattato il caso: il Tribunale dei minori non era stato neppure allertato.

In tale sentenza i Giudici chiariscono oltretutto anche quali sono i poteri del Sindaco.

Nella sentenza n.  20928 del 16 ottobre 2015 si legge infatti che il primo cittadino ha il potere di intervento diretto sull’ambiente familiare solo in caso di abbandono morale e materiale (trascuratezza, mancanza di cure essenziali, percosse, ambiente insalubre e pericoloso) e in genere per situazioni di disagio minorile palesi, evidenti o comunque di agevole e indiscutibile accertamento, al fine di adottare in via immediata i provvedimenti di tutela  tangibili e urgenti, che si appalesano necessari.

Infine nella predetta  sentenza i Supremi giudici ricordano inoltre che, le Tabelle di Milano vanno sempre contestualizzate rispetto al caso concreto e che il danno morale, pur liquidato nell’ambito di quello biologico, è una voce che non scompare ma, al contrario, deve essere calcolato nella voce più ampia in modo che il risultato sia un ristoro adeguato.

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