Avvocato Francesca Copelli

Avvocato civilista e penalista

INSEGNANTI: RICOSTRUZIONE ANNI DI CARRIERA PRE- RUOLO E RUOLO

I Tribunali finalmente hanno riconosciuto il diritto degli insegnanti alla ricostruzione della loro carriera, riconoscendo la parificazione degli anni di insegnamento precario con quelli di insegnamento in ruolo.

Infatti, gli insegnanti hanno prestato attività lavorativa continuativa in favore del MINISTERO anche negli anni di precariato.

Ciò, in quanto i ripetuti incarichi annuali non sono stati prestati per la supplenza del personale temporaneamente assente, ma in forza di ripetuti incarichi o fino al termine delle attività didattiche sui posti vacanti.

Ne consegue il diritto agli scatti stipendiali del 2,50% sullo stipendio con piena valorizzazione del servizio pre-ruolo, a fini giuridici ed economici, in ottemperanza ai principi costituzionali di ragionevolezza, equità e non discriminazione.

Ciò permette, altresì, la ricostruzione della carriera a fini contributivi in ottemperanza alle norme europee.

I giudici del lavoro di Torino accolgono il ricorso contro le norme che penalizzano i precari: ricalcolata l’anzianità di servizio, conteggiato tutto il periodo pre-ruolo, anche non consecutivo, iniziato nel 1989.

Sulla sentenza ha pesato, non poco, il principio del diritto europeo che vieta la disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. 

Il tribunale ha infatti evidenziato “il palese ed insanabile contrasto sin qui evidenziato tra le previsioni del diritto europeo (clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato), da un lato, e la regola dettata dalla normativa interna speciale del settore scolastico (art.526 d.lgs. 297/94), dall’altro, non può che essere risolto in favore delle prime in ragione della loro indubbia superiorità nella gerarchia delle fonti, e precisamente attraverso la disapplicazione di quest’ultima”.

La sentenza ha dimostrato che l’Italia deve adeguare la normativa con cui gestisce il precariato nella scuola, come in tutta la pubblica amministrazione.

Sia per quel che riguarda il reclutamento, sia per la ricostruzione di carriera, che ancora tanto penalizza i neo-immessi in ruolo, soprattutto quando hanno alle spalle decenni di supplenze.

Il conteggio della carriera scolastica va computato per intero: non importa se è stato svolto da docente precario o di ruolo.

Con questa premessa, il tribunale del lavoro di Torino, ha risarcito con oltre 32mila euro un’insegnante donna, entrata in ruolo nel 2015 ma la cui prima supplenza risaliva al lontano 1989, conferendo nei suoi confronti i medesimi scatti di anzianità previsti per il personale di ruolo.

Oltre al risarcimento, lo stipendio della docente è stato collocato nel “gradone” di competenza, con un incremento mensile pari a 701,81 euro.

In conclusione ad oggi è possibile esperire un ricorso al Tribunale del lavoro al fine di ottenere il riconoscimento degli anni di precariato a fini pensionistici calcolati come se fossero anni di ruolo ed inoltre ottenere il riconoscimento degli scatti stipendiali MAI applicati dal Ministero.

L’Avv. Francesca Copelli, mette a disposizione di tutti gli insegnati che volessero fare ricorso le competenze necessarie al fine di ottenere il ristoro di tutti i danni subiti.

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