Avvocato Francesca Copelli

Avvocato civilista e penalista

VIOLENZA SESSUALE

 

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“La conclusione del rapporto sessuale, anche se consenziente può avere conseguenze significative tali da trasformare un rapporto sessuale voluto in uno non voluto”.

A questa conclusione è arrivata la Corte di Cassazione del 7 marzo 2016 con la pronuncia avente n. 9221/16.

In particolare la Terza Sezione penale arriva a sostenere che nel caso di reato di cui all’art. 609 bis c.p. occorre tenere conto anche della conclusione del rapporto sessuale iniziato.

Occorre considerare la libertà di autodeterminazione dei due partners,  sicchè laddove l’eiaculazione avvenga contro la volontà del partner dissenziente, questo caratterizza in negativo il rapporto sessuale che il partner aveva accettato (o anche desiderato) a determinate condizioni.

Le relazioni sessuali, per la loro variegabilità, costituiscono uno degli essenziali modi di espressione della persona umana, rientranti tra i diritti inviolabili tutelabili costituzionalmente.

Se da un  lato però la libertà sessuale va intesa come libertà di espressione e di autodeterminazione afferrente alla sfera esistenziale della persona – e dunque inviolabile- è del pari innegabile che tale libertà non  è indisponibile, occorrendo una forma di collaborazione reciproca tra i soggetti  che vengono in relazione (sessuale) tra loro: collaborazione che deve però permanere senza soluzioni di continuità e incertezza comportamentali per l’intera durata del rapporto.

La Corte Suprema precisa inoltre che, sul tema dell’abuso sessuale determinato da un mutamento dell’originario consenso iniziale, fanno si che anche una conclusione del rapporto sessuale , magari inizialmente voluto, ma proseguito con modalità sgradite o comunque non accettate dal partner, rientri a pieno titolo nel delitto di violenza sessuale.

L’eiaculazione interna, così come ben specificato dalla predetta Cassazione rappresenta, peraltro, una delle tante modalità di conclusione di un rapporto sessuale che può incidere sulla sua spontaneità e libertà reciproca fino a trasformarlo in atto sessuale contrario alla volontà di uno dei due protagonisti.

Né può ridursi il momento dell’eiaculazione ad un segmento “neutro” dell’atto sessuale, soprattutto se non desiderato o comunque condiviso dal partner, in quanto l’eiaculazione in vagina, in determinati contesti spazio-temporali, può avere conseguenze significative tali da trasformare un rapporto sessuale voluto in uno non voluto: ed è indubbio che il modo di conclusione del rapporto può assumere un significato invasivo tale da incidere sulla iniziale libertà di autodeterminazione del partner.

 

 

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